Archicad e Revit: come scambiare modelli BIM con il nuovo IFC Model Exchange
Graphisoft aggiorna l'add-in IFC Model Exchange: interoperabilità più solida tra Archicad e Autodesk Revit per i progetti multidisciplinari.
Il nodo dell'interoperabilità tra Archicad e Revit
Negli studi italiani è sempre più frequente lavorare su commesse dove architetti e ingegneri usano software BIM diversi: chi progetta in Archicad e chi si occupa di strutture o impianti in Autodesk Revit. Il formato IFC (Industry Foundation Classes) resta lo standard neutro per far dialogare i due mondi, ma la qualità dello scambio dipende molto dagli strumenti usati per generarlo e leggerlo.
Graphisoft ha aggiornato proprio in questa direzione l'add-in IFC Model Exchange with Archicad for Revit, descritto nell'articolo pubblicato sulla community ufficiale Graphisoft e disponibile per il download sulla pagina Interoperability di graphisoft.com.
Cosa fa l'add-in IFC Model Exchange
Si tratta di un add-in gratuito che migliora lo scambio di dati basato su modelli IFC tra Archicad e Autodesk Revit 2026, in entrambe le direzioni. In concreto, l'add-in interviene su due fronti:
- Importazione: migliora l'interpretazione dei modelli IFC generati da Revit, riducendo le perdite di informazione tipiche degli scambi tra software diversi
- Esportazione: ottimizza il modello IFC generato da Archicad in modo che venga letto correttamente da Revit, mantenendo geometrie e proprietà coerenti
Il risultato è un modello unificato che può essere aperto e verificato su entrambe le piattaforme, con meno interventi manuali di "pulizia" del file dopo l'importazione — una delle operazioni più frustranti per chi gestisce il coordinamento multidisciplinare.
Aggiornamento annuale, compatibilità garantita
Un dettaglio importante per chi pianifica gli aggiornamenti software in studio: l'add-in viene rilasciato con un ciclo annuale, sincronizzato con le nuove versioni di Archicad e Revit. Questo garantisce che l'interoperabilità resti valida anche quando uno dei due software introduce nuove categorie di elementi o cambia la struttura dei dati esportati — un problema comune con lo standard IFC quando le versioni dei due software non sono allineate.
Come usarlo in un flusso di lavoro reale
Per chi gestisce un progetto misto Archicad-Revit, un flusso di lavoro tipico può essere così strutturato:
- Il team architettonico in Archicad esporta il modello in IFC utilizzando le impostazioni consigliate dall'add-in
- Il team strutturale o MEP in Revit importa il file tramite lo stesso add-in, ottenendo una lettura più fedele di murature, solai e aperture
- Le modifiche successive vengono scambiate periodicamente con lo stesso metodo, mantenendo un ciclo di coordinamento regolare invece di un unico scambio a fine fase
Questo approccio non elimina la necessità di un coordinamento attivo tra i team, ma riduce sensibilmente il tempo passato a correggere geometrie o proprietà mal interpretate — tempo che, in molti studi, pesa più della modellazione stessa nelle fasi di progettazione integrata.
Consigli pratici per evitare i problemi più comuni
Chi ha già lavorato con lo scambio IFC tra software diversi conosce anche gli inconvenienti tipici: livelli che si spostano, murature che perdono gli strati, elementi che arrivano come semplici solidi generici invece che come oggetti parametrici riconoscibili. Alcuni accorgimenti aiutano a ridurre questi problemi anche con l'add-in aggiornato:
- Concordare in anticipo con il team Revit lo schema IFC da usare (Coordination View o Reference View) e mantenerlo costante per tutta la commessa
- Verificare la corrispondenza tra i livelli/piani nei due modelli prima di procedere con il primo scambio, per evitare disallineamenti quota che si propagano su tutte le versioni successive
- Esportare e importare a intervalli regolari, anche solo settimanali, invece di affidarsi a un unico scambio a fine fase di progettazione
Un tassello di un ecosistema più ampio
L'aggiornamento si inserisce in una tendenza più ampia di Graphisoft, che negli ultimi mesi ha investito molto sull'interoperabilità di Archicad con l'ecosistema BIM esterno, dal supporto OBJ nativo alle connessioni con Forma. Per gli studi italiani che si muovono in contesti multidisciplinari, conoscere e usare bene questi strumenti di scambio può fare la differenza tra un progetto BIM coordinato e uno fatto di modelli che, semplicemente, non si parlano tra loro.
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